Dieci depuratori sono stati sequestrati, questa mattina, dal Corpo forestale dello Stato nella fascia jonica cosentina. L’operazione, denominata “Calipso”, è stata attuata da 60 uomini del corpo forestale, che hanno dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo della Procura della Repubblica di Rossano. Il sequestro ha riguardato i depuratori di Rossano, Corigliano, Bocchigliero, Caloveto, Paludi, Campana, Terravecchia e Longobucco. L’operazione, diretta dal sostituto Procuratore Simona Rizzo e coordinate dal Procuratore capo del tribunale di Rossano Eugenio Facciolla, è il risultato di indagini protratte nel tempo e condotte dal Nucleo investigativo provinciale di polizia ambientale e forestale (NIPAF) di Cosenza, che avrebbe accertato negli impianti, alcuni dei quali fatiscenti, una sistematica attività di raccolta e smaltimento non autorizzato dei rifiuti costituiti dalle acque reflue urbane e dai fanghi derivanti dal trattamento di tali acque attraverso gli impianti stessi. L’attività, inoltre, sarebbe avvenuta in totale assenza di depurazione dei reflui urbani e la situazione sarebbe risultata ancora più grave dopo gli esiti delle analisi dell’Arpacal effettuate nei vari impianti, che hanno evidenziato il netto superamento dei limiti tabellari previsti dal decreto legislativo n. 152 del 2006, recante norme in materia ambientale. Sono 23 gli indagati, tra cui amministratori e i tecnici comunali, che dovranno rispondere dei presunti reati di disastro ambientale e di danneggiamento di acque pubbliche.
Pasqualino Bruno