Ricordiamo che San Rocco è nato a Montpellier in Francia, intorno alla metà del 1300 ed è morto giovanissimo all’età di circa 29 anni a Voghera, in provincia di Pavia, il 16 agosto del 1379. E’ arrivato in Italia durante le epidemie di peste che mieteva a migliaia le sue vittime: i colpiti non si contavano più, aumentavano i cadaveri insepolti; le città e le campagne erano abbandonate, preda di saccheggiatori e depravati; i medici non erano in grado di curare gli infermi, i sacerdoti erano insufficienti nel prestar conforto con la fede. In questa immane tragedia Rocco, allora ventenne, nonostante il suo fisico debolissimo, si sentiva ugualmente idoneo ad affrontare il grave pericolo e dedicarsi alla sua vera vocazione: la carità, senza alcun limite di tempo e spazio. È il santo più invocato, dal Medioevo in poi, come protettore dal terribile flagello della peste e la sua popolarità è tuttora ampiamente diffusa, perché è il protettore dei contagiati, emarginati, viandanti e pellegrini, operatori sanitari, farmacisti, assicurativi, volontari, animali, protettore delle ginocchia e delle articolazioni: è un grande esempio di solidarietà umana e di carità cristiana, nel segno del volontariato.
Anche quest’anno il 16 agosto il comitato, presieduto dal prof. Giovanni Cufari, assistito spiritualmente dal parroco Don Mosè Cariati, ha organizzato la tradizionale festa religiosa e civile. Dopo la Santa messa il popolo cristiano ha seguito, in processione, la statua del Santo per le vie cittadine, accompagnata dalla banda musicale, Città di Cariati, diretta dal prof. Antonio Cirigliano, fino ad arrivare al porto, dove è stata imbarcata sulla “San Marco” la motobarca della famiglia di Giovanni Covello, per la tradizionale processione a mare, scortata dalla motovedetta della Guardia Costiera, diretta dal Comandante Antonio Paparo, dalle imbarcazioni dei soci dalla Lega Navale e da tutto il naviglio dei pescatori di Cariati.
Ignazio Russo