Una giornata convulsa, con la presenza in loco anche di tutte le forze dell’ordine e di tanti cittadini, in cui da una parte si è discusso sulle iniziative da mettere in atto per salvare il Tribunale rossanese e dall’altra l’attenzione si è incentrata sulla tematica dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità che, dal mese di agosto, non percepiscono l’indennità mensile. Le differenti sigle sindacali rivendicano, da oltre 16 anni, la stabilizzazione dei 151 Lsu-Lpu che, in diversi ruoli, garantiscono servizi efficienti all’interno della macchina organizzativa comunale. Questi, tra l’altro, reclamano, a gran voce, di ottenere un regolare contratto di lavoro in cui vi siano anche le condizioni di un piano previdenziale ai fini pensionistici.
L’intera classe politica, al giudizio di molti, deve farsi un esame di coscienza prima di mettere in atto determinate scelte in cui non si può, assolutamente, abbandonare un territorio al proprio destino dove si registrano dati preoccupanti. Qualora lo Stato dovesse fare un passo indietro, con la chiusura del Tribunale di Rossano e l’abbandono delle classi deboli, c’è il rischio di assistere al diffondersi della criminalità organizzata in cui aumenterebbe, ulteriormente, la preoccupazione negli abitanti.
Antonio Le Fosse