Ma, sempre secondo le testimonianze raccolte, poco dopo Vincenzo Sapia è ritornato davanti all’ufficio postale, denudandosi e restando in mutande. A quel punto i carabinieri, che erano rimasti nei paraggi, hanno cercato di calmare il ragazzo, ma ne è nata una colluttazione e Sapia si è accasciato a terra e non si è più mosso. L’arrivo del 118, purtroppo, non è servito a rianimare il ragazzo.
Il pm della procura di Castrovillari ha aperto un fascicolo e sarà l’autopsia a far luce sulle cause della morte, anche se da un primo esame effettuato dal 118, la morte del giovane potrebbe essere stata causata da un infarto. E mentre l’Arma dei carabinieri assicura la massima collaborazione per accertare la verità dei fatti, il padre di Vincenzo, Luigi, vuole giustizia e si sfoga: «Tutti sapevano che mi figlio era malato, che bisogno c’era di fargli del male?»
Redazione online