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Concerto primo maggio, sul palco la rossanese Ylenia Lucisano

La cantante rossanese Ylenia Lucisano

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Il pop raffinato di Ylenia Lucisano sbarca al “concertone” del primo maggio. La giovane cantante rossanese è uno dei nomi che si esibirà a Piazza San Giovanni, insieme ad artisti del calibro di Goran Bregovic, Bluvertigo, J-Ax, Pfm, Nesli, Alex Britti, Irene Grandi, Noemi, Paola Turci, Lo Stato Sociale e Almamegretta. La Lucisano canterà il brano in dialetto “Movt movt”, canzone che ha fatto da apripista al suo disco d’esordio, “Piccolo Universo”, pubblicato nell’aprile del 2014.

Un appuntamento importante per la 26enne rossanese e che assume una valenza particolare, visto che proprio in questa edizione, il “concertone” del primo maggio spegne le sue prime venticinque candeline. Una carriera, quella di Ylenia, iniziata da bambina, quando comincia a cantare nei pianobar, presentando brani scritti insieme al papà Carlo, che la accompagna alla chitarra. Le sue prime esperienze canore la portano a raggiungere ottimi risultati nei più importanti concorsi nazionali, come il Premio Mia Martini e il Festival di Castrocaro. All’età di 19 anni decide di lasciare la Calabria per trasferirsi a Roma e iniziare il suo percorso di ricerca artistica. Nei primi tre anni si dedica allo studio e alla scrittura musicale, poi si trasferisce a Milano, pronta per affrontare il mondo discografico, ricevendo il Premio AFI come giovane artista emergente italiana al Festival Internazionale della Musica Italiana di Bruxelles e il Premio Euromediterraneo, conferito agli artisti calabresi che si distinguono nel mondo. Nel 2014 arriva il suo primo lavoro in studio, “Piccolo Universo”, dove emerge la sua anima pop con venature folk.

La Lucisano, in vista dell’impegno del primo maggio, ha ricevuto anche i complimenti del sindaco di Rossano, Giuseppe Antoniotti. « Siamo certi – ha dichiarato Antoniotti – che il talento innato di Ylenia, accompagnato da una interpretazione impeccabile e coinvolgente, la porterà a scalare vette sempre più elevate e palcoscenici ambiti».

Pasqualino Bruno

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