I numerosi turisti presenti mostrano apprezzamento per l’iniziativa e ne approfittano per esprimere la loro opinione che spesso è in contrasto con i dati forniti dal sindaco. C’è chi ritiene che le analisi effettuate non siano state eseguite secondo le norme vigenti, chi si chiede se i depuratori dei paesi confinanti siano effettivamente funzionanti, e c’è chi vuol sapere che cosa è quella schiuma oleosa che più volte è stata avvistata a pochi passi dalla riva. Tra gli intervenuti (proprietari di appartamenti provenienti per lo più da Basilicata e Puglia) che hanno lamentato il mare sporco unanime il loro giudizio su Villapiana “è un posto bellissimo che deve essere tutelato e chi è responsabile dell’inquinamento deve essere individuato e perseguito per legge”. A rassicurare tutti sullo stato del mare ci ha pensato la dirigente Arpacal Provenza che ha chiarito molti dubbi sulle varie forme di “inquinamento” del mare. “La costa villapianese è monitorata costantemente da maggio a settembre con otto punti di prelievo, in tutti i casi- ha ribadito Provenza- non sono emersi risultati in grado di inibire la balneazione, fermo restando che le zone dove sfociano fiumi e canali vari di per se sono già interdetti alla balneazione”. Per quanto riguarda la famosa schiuma biancastra che appare ad ogni determinata ora del giorno, la dottoressa Provenza ha spiegato che le analisi non hanno evidenziato la presenza di “sostanza cellulare batterica, ma semplici elementi biologici gelatinosi, tipici di una forma di mucillagine dovuta evidentemente al surriscaldamento delle acque. Un fenomeno che va studiato ma che non rappresenta pericolo per le persone. Ben altra cosa sarebbe la presenza di chiazze verdi che evidenzierebbero la fioritura di batteri nocivi”.
Pasquale Bria