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Trebisacce. Nuove regole per elezione presidente Consiglio Comunale. L’opposizione non ci sta

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I consiglieri comunali di opposizione Andrea Petta, Giulia Accattato, Mariano Bianchi, Cinzia Tufaro, Daniela Nigro e Antonio Cerchiara, non hanno partecipato all’ultimo Consiglio Comunale di Trebisacce, venerdì scorso. L’assise aveva all’ordine del giorno la modifica dell’art. 15 il quale prevede che il Consiglio […] elegge al suo interno il Presidente con votazione segreta a maggioranza dei due terzi, arrotondato all’unità superiore, dei consiglieri assegnati, nel cui numero è computato il Sindaco”, con la proposta di abbassare, in seconda deliberazione, il numero di consiglieri necessari per eleggere il suddetto organo monocratico.

Abbiamo delegato il solo consigliere comunale Andrea Petta al fine di depositare una nota scritta indirizzata al Presidente del Consiglio ancora in carica, Maria Francesca Aloise e al Segretario Comunale, Ciriaco Di Talia.

“Nella predetta nota abbiamo evidenziato – scrivono i consiglieri –  come la scelta di procedere alla modifica dell’art. 15 dello Statuto Comunale, senza neppure avviare un dialogo o un confronto con i gruppi di minoranza, al solo fine di abbassare il quorum funzionale necessario per eleggere il presidente del consiglio, attesi i numeri “risicati” della maggioranza”, denoti disprezzo ed insensibilità per le regole democratiche”.

I due gruppi di minoranza “Giustizia e Progresso per Trebisacce” e “Trebisacce Libera”, infatti, “non sono stati coinvolti per provare ad illustrare le ragioni politiche – invero insussistenti – sottese alla scelta di nominare un “nuovo” Presidente. La maggioranza – continuano – non ha neanche tentato di avviare un confronto sul nominativo del “nuovo” Presidente, atteso che la stessa ha annunciato il 2 marzo 2020, prima ancora di modificare lo Statuto e di procedere alla votazione “segreta”, che il prossimo Presidente del Consiglio sarà il consigliere Domenico Pinelli”.

“Il succitato organo monocraticoche dovrebbe essere super partes, nonché caratterizzato da imparzialità e neutralità politica, sul quale dovrebbero convergere i più ampi consensi, non può essere considerato – tuonano i sei dell’opposizione – come una poltrona da utilizzare per assecondare i desideri di “spartizione” del Sindaco al fine di garantirsi gli equilibri interni”. L’attuale art. 15 dello Statuto Comunale – ricordano – prescrive, con una disposizione ampiamente condivisibile, la maggioranza qualificata e speciale dei due terzi per l’elezione, peraltro “a scrutinio segreto”, del suddetto organo monocratico, senza prevedere alcun abbassamento del quorum funzionale nelle sedute successive. Risulta quanto meno inopportuna la scelta di sostituire una figura fondamentale del Comune, senza alcuna valida ragione, anticipando gli esiti della successiva elezione a scrutinio segreto e premeditando addirittura la modifica delle “regole del gioco”.

Infatti, “con le disposizioni statutarie attuali, infatti, l’attuale maggioranza, ormai composta da soli sei consiglieri oltre il Sindaco, non potrebbe mai eleggere, in totale autonomia, un nuovo Presidente del Consiglio”.

Redazione

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