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Spirlì arriva ad Oriolo ma non entra in Sala Consiliare. «Visita istituzionale o pellegrinaggio?»

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«Come mai il presidente facente funzioni della Regione Calabria non è stato ospitato presso la Sala Consiliare?». Se lo chiede la Minoranza in seno al Consiglio Comunale di Oriolo, con il suo capogruppo Franco Cirò, appoggiata dal comitato civico “Oriolo bellissimo”. Spirlì, da fervente devoto dichiarato, si è recato in visita nella Chiesa Madre dove ha potuto ammirare anche la reliquia dell’alluce di San Francesco di Paola. Questo, secondo la minoranza, può lasciar pensare più un pellegrinaggio che ad una visita istituzionale. «Apprezziamo che il presidente Spirlì sia venuto ad Oriolo da uomo di fede prima ancora che da rappresentante politico. Ma non sarebbe  stato  forse opportuno ricevere la massima rappresentanza istituzionale regionale presso la Sala Consiliare in presenza  dell’ intero Consiglio  Comunale, appositamente convocato?». Ricordiamo che Spirlì si è recato ad Oriolo mercoledì dopo aver sottoscritto in mattinata a Nocara l’atto di indirizzo per la nascente Unione dei Comuni Montani dell’Alto Jonio.

La Minoranza consiliare ed extra consiliare di Oriolo commenta la mancata presenza di Spirlì (in foto con il sindaco di Oriolo, Simona Colotta) nella Sala Consiliare per evitare che gli venisse ricordato che il “vero e proprio tesoro” (come lui stesso lo ha definito) del centro storico di Oriolo «non l’abbiamo ricevuto per deo gratia, ma è stato pensato, valorizzato e custodito dal susseguirsi di uomini ed amministratori a cominciare dalla vecchia Democrazia Cristiana, con la forte leadership politica del compianto Giuseppe Maria Basile, per passare dall’ultimo sindaco di sinistra Mario Maiuri e per ultimo, con il lavoro e le sensibilità della passata Amministrazione che ha ottenuto importanti riconoscimenti come I Borghi più belli d’Italia, Bandiera Arancione Touring club, I  Borghi più belli del Mediterraneo». E’ molto  singolare – sottolinea Cirò –  il comportamento di chi oggi utilizza questi argomenti orgogliosamente come carte al rilancio – le uniche che può  utilizzare –  mentre sino a qualche anno fa li sminuiva,  quando sedeva nei  banchi consiliari da altre postazioni».

Vincenzo La Camera

 

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